L’educazione della gentildonna.

La signora Ellis, nel suo famosissimo e vendutissimo The Family Monitor and Domestic Guide scrive:
<<Vorrei eccellere in qualcosa>> è un espressione frequente e, entro certi limiti, lodevole; ma quale è la sua origine, e a che cosa tande? Essere in grado di fare discretamente moltissime cose conferisce a una donna un valore infinitamente superiore alla capacità di eccellere in una soltanto. Attraverso le prime potrà brillare per un’ora. […] Finchè il talento, lo studio e l’istruzione serviranno a promuovere le doti morali della donna saranno desiderabili, ma non oltre.

Al liceo mi chiedevo sempre perchè nel libro di St. dell’Arte non ci fossero donne, tranne per rari mirabolanti casi come Artemisia Gentileschi, Natalia Goncarova o Frida Kalho. Bèh, non me ne sorprendo più. Dopo un illuminante corso di storia dell’Arte al femminile posso affermare che ciò di cui sono oggetto le donne, e le artiste in particolare, è una vera e propria censura. Nell’ ottocento, come afferma Griselda Pollock nel suo saggio “Arte a parte”, le artiste dovevano affrontare la differenziazione sociale tra “donna di strada” e “donna sposata”, dovevano limitare i loro soggetti all’ambito casalingo essendo escluse dalla vita mondana. Fino a fine secolo non poterono essere ammesse a scuole d’Arte ne tantomento disegnare nudi.
Oggi la differenza sociale non sia così forte, ma nella mentalità comune rimane forte il mito dell’ artista come talento miracoloso che emerge anche nelle situazioni più avverse. Questo, come afferma invece la Nochlin, è un luogo comune da sfatare assolutamente, in quanto la creazione artistica è il prodotto di una situazione sociale ed è favorita da istituzioni specifiche. I cosiddetti Gatekeepers,  tendono ancora oggi a ostacolare il sesso femminile, non tanto per una questione di maschilismo, ma per cercare di eliminare la concorrenza, che, come dimostra la storia, è sfegatata.
Cerchiamo di non dimenticare mai Camille Claudel, scultrice di grandissimo talento impazzita per amore, o i pastelli incredibili di Rosalba Carriera, ma anche la moglie di Hans Arp, Sophie Tauber Harp, o Sonia Delaunay, moglie e spirito affine al pittore Robert Delaunay, Vanessa Bell sorella di Virginia Wolf, sempre sfavorita dalla famiglia nonostante avesse un talento diverso ma incredibile. Gabrielle Munter moglie e amica di Kandinskji. Benedetta Cappa, la donna che ha fatto innamorare Marinetti e che l’ha fatto molto riflettere sul suo maschilismo futurista. Elizabeth Siddal, artista, amante, musa e modella di Dante Gabriel Rossetti, morta di polmonite dopo aver posato nell’acqua nel celebre Ophelia. Ma ve ne sono molte altre e siamo solo all’inizio della loro riscoperta.

ambizione, sensibilità, materialismo, vuoto

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2 Pensieri su &Idquo;L’educazione della gentildonna.

  1. A me per esempio di getto ora mi vengono in mente altre due: l’americana Mary Cassat che non ha certo avuto un ruolo secondario nel periodo dell’impressionismo e, la quasi sconosciuta come pittrice, Jeanne Hébuterne, compagna degli ultimi anni del grande Modigliani (ho visto alcuni suoi dipinti e, per me, forse lei era ancor più brava di lui)…
    Tra le prime che hai nominato, quelle più conosciute, non hai citato Tamara de Lempicka: non ti piace?
    Interessante questo tuo articolo ed è bello saper condividere le proprie conoscenze….

  2. Indubbiamente la Cassat meravigliosa impressionista insieme alla Berthe Morisot, anche la Jeanne Hèbuterne, personaggio di cui mi sono innamorata nel film “I colori dell’anima” (senz’altro molto romanzato ma comunque bello)…ci sarebbe una lista immensa di nomi, io ho scritto quelle che mi sono venute in mente a caso ma sono, tante, troppe che rimangono sconosciute a gran parte del Mondo. La Lempicka è un’altra grande artista che però secondo me al contrario delle altre (di pari valore), ha avuto la sua bella fetta di popolarità e ne ha anche ampiamente usufruito, probabilmente facilitata dall’appartenenza alla classe aristocratica, a cui tra l’altro erano rivolti i suoi lavori. Personalmente il suo stile pittorico non mi è mai piaciuto molto, nonostante l’ammirevole tecnica i suoi soggetti non mi trasmettono nulla. Però questo è il mio parere (da non amante del cubismo nè del futurismo tra l’altro : pp ) . Grazie per il commento e per le tue osservazioni, è piacevole poterne chiaccherare :))

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