A chi scopre e riscopre il mondo in ogni attimo della sua vita

[…] Esaminando le opere plastiche o architettoniche più famose, si nota facilmente che i grandi artisti che le hanno create, volendo imitare la natura di cui erano fedeli allievi, si sono ben guardati dall’infrangere la sua legge fondamentale, l’irregolarità. Perfino le opere fondate sulla gemetria, da San Marco alle chiese cosiddette Gotiche, non presentano mai linee perfettamente dritte. Si può dunque tranquillamente affermare che ogni vera produzione artistica […] è sempre opera di un irregolarista.
In tempi in cui l’arte francese, che all’inizio di questo secolo era pervasa d’intenso fascino e di fantasia squisita, sta morendo per colpa della regolarità, dell’aridità e del malinteso perfezionismo che ha come massimo ideale il disegno dell’ingegnere, pensiamo sia utile reagire vivacemente contro le funeste dottrine che minacciano di distruggerla. E’ necessaria un’associazione. Ne proponiamo un progetto di massima: l’associazione prenderà il nome di <<Società degli Irregolaristi>>. Avrà come scopo quello di organizzare al più presto mostre a cui potranno partecipare tutti gli artisti che si rifacciano all’estetica dell’irregolarità. Tra le condizioni di ammissione, il regolamento prescriverà espressamente, per quanto riguarda l’architettura che tutti gli ornamenti siano disegnati dal vero […] accanto all’opera finita dovranno essere esposti i disegni per realizzarla. […]

Questo scriveva, nel 1884,  un pittore ormai quasi affermato di nome Pierre-Auguste Renoir tra i suoi appunti. Un uomo di cui ho sempre subito il fascino, pur senza conoscerlo, attraverso la sua pittura. Quando un giorno ho trovato il libro “P. A. Renoir Lettere e Scritti” non ho potuto fare a meno di prenderlo e leggerlo. Quello che ho scoperto è un uomo intuitivo, all’avanguardia e di un umorismo piccante e delizioso. Più un incredibile affinità di pensiero che mi ha fatto molto riflettere sul potere di comunicazione della pittura. E mi sono ritrovata a commuovermi per non averlo conosciuto di persona.

Citazioni che ho amato:

Ogni tanto bisogna tentare anche cose superiori alle proprie forze.

Fatalmente andiamo incontro a un crollo grave e prolungato, causato dalle tante mostre e dal disinteresse che presto il pubblico proverà per la pittura. Questo crollo sarà domani o tra dieci anni, non so, ma avverrà. Troppa produzione senza nessun valore.

Da “Renoir mio padre” di Jean Renoir:

Renoir scopriva e riscopriva il mondo in ogni attimo della sua vita. Poteva dipingere cento volte la stessa ragazza o lo stesso grappolo d’uva: ogni tentativo per lui era una rivelazione carica di stupore. […]

Le ragazze che posavano per lui non erano sempre esempi di virtù. Lasciavano i bambini per le strade affamati. Mio padre […] si preoccupava soprattutto per i più piccoli, che rimanevano nella culla. Si era messo in mente di fondare un istituto dove le donne disoccupare avrebbero potuto badare ai bambini di quelle che volevano andare a lavorare. Voleva chiamarlo <<Le Pouponat>>. Si diede da fare e ottenne il permesso di organizzare, al Moulin de La Galette, un ballo in maschera i cui introiti sarebbero stati devoluti per l’ospedale. […] Il fatto è che la folla entusiasta che aveva partecipato al ballo era soprattutto povera gente. Quasi tutti erano entrati gratis […] In seguito ne parlò con Madame Charpentier che raccolse i fondi necessari e creò a Montmatre un nido d’infanzia, dove voleva mio padre.

Mio padre nutriva una profonda ammirazione per gli Italiani, soprattutto del Meridione. Fu aNapoli che Renoir ebbe la rivelazione, cioè la pittura Pompeiana del museo archeologico. << Ero stanco dell’abilità di Michelangelo o del Bernini. A me piace la pittura che appare eterna… ma che non lo proclama. La domestica che smette di lucidare le pentole e diventa Giunone dell’Olimpo. Si sente che i maestri dell’antichità non avevano la preoccupazione di partorire un gran capolavoro. Un mercante o una cortigiana si facevano decorare la casa, un pittore cercava onestamente di rallegrare una parete nuda e basta!>>

<<Gli Italiani non hanno nessun merito a fare una grande pittura. Gli basta guardarsi intorno. In Italia le strade sono piene di divinità pagane e di personaggi biblici. Ogni donna che allatta un bambino è una Madonna di Raffaello!>>

<<La pittura non si racconta, si guarda. A cosa servirebbe, se anche ti dicessi che le cortigiane di Tiziano fanno venire voglia di accarezzarle? Un giorno o l’altro ti capiterà di vedere quei quadri, e se non ti faranno nè caldo nè freddo vorrà dire che di pittura non ne capisci niente. E io che cosa potrei farci?>>

Se fosse stato lì mio padre avrebbe detto che tutto ciò che è bello è anche puro, che è immorale solo ciò che è brutto,  e che solo lo spirito che anima i corpi è limpido o morboso, avvilente o esaltante.

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